CINQUE CONDIZIONI PER FARE FUNDRAISING IN BIBLIOTECA

Pillola n° 2

PILLOLA 2 – CINQUE CONDIZIONI PER FARE FUNDRAISING IN BIBLIOTECA

Il fundraising non si risolve nella mera azione di richiesta e raccolta di fondi. Esso riguarda preliminarmente la creazione e la gestione di relazioni intense con la comunità e i vari stakeholder, per garantire legami fiduciari e di interesse con essi che possano favorire l’intenzione di sostenere la biblioteca. Alla stessa stregua è importante che la biblioteca si presenti verso la comunità come un soggetto sociale che sia in grado di rappresentare pienamente quel valore di “bene comune” che la biblioteca da sempre ha e che raramente ha messo in evidenza in modo adeguato. A tal proposito possiamo affermare che per fare bene fundraising le biblioteche debbano in qualche modo garantire la soddisfazione di 5 condizioni.

Identità sociale forte

Acquisire o mettere in primo piano un’identità sociale forte. Se la biblioteca appare solo come un servizio amministrativo pari ad un’anagrafe o ad uno sportello per l’impresa non avrà nessun appeal per i potenziali donatori che, anzi, penseranno che la biblioteca vada sostenuta esclusivamente attraverso le tasse. Tale identità si rafforza mettendo in primo piano la missione sociale contestualizzata nell’ambiente in cui si opera, dando vita a soggetti sociali (quali associazioni, comitati, ecc.) che hanno, anche sotto il profilo giuridico, un’identità sociale meglio spendibile per il fundraising.

Produzione di un valore sociale aggiunto

La produzione di un valore sociale aggiunto che giustifichi l’apporto di altre risorse. Se la biblioteca fosse esclusivamente il posto dove si possono leggere o prendere i prestito libri non ci sarebbero le condizioni di fondo per fare fundraising. In verità chi frequenta una biblioteca trova in essa molto valore aggiunto: dalla socialità, all’accesso ad opportunità culturali, a servizi per la cura dell’infanzia o per sostenere l’impegno di studio degli universitari. Le biblioteche quindi devono avere chiaro quale valore aggiunto producono o vogliono produrre per la comunità, perché è questa la principale materia di scambio con i donatori.

Radicamento comunitario e inserimento in reti sociali

Il radicamento comunitario e l’inserimento in reti sociali. Se la biblioteca è o vuole essere un bene comune e quindi poter contare sul supporto responsabile della comunità, allora deve aprirsi in tutti i modi alla comunità stessa, sia accogliendola al suo interno (anche nel senso degli spazi fisici) sia favorendo la propria presenza nei luoghi della comunità. Questo deve avvenire non solo nell’espletamento delle sue funzioni amministrative ma con la disponibilità ad integrarsi con altri interessi e aspirazioni della comunità stessa. L’essere parte o promotore di una comunità (anche on line) e delle reti sociali e di interesse che la innervano, è fattore di produzione di fiducia che è condizione essenziale per praticare qualunque tipo di scambio economico.

Governance allargata

Una governance allargata. Non bisogna pensare ai donatori come soggetti terzi che nulla hanno a che fare con la gestione della biblioteca. Bisogna fare in modo che gli “appassionati” della biblioteca possano contribuire con un ruolo attivo e in parte decisionale alla governance della biblioteca e in particolare alla gestione delle attività sociali tra le quali proprio quelle di raccolta fondi. Questo produce anche una quantità di impegno volontaria che può rispondere alla carenza di personale da dedicare alla raccolta fondi. Ma la governance del fundraising deve assolutamente coinvolgere i livelli dirigenti (sia amministrativi che politici) che sono quelli che hanno la responsabilità e il potere delle decisioni e della rappresentanza verso l’esterno

Comunicare socialmente la biblioteca

Le 4 condizioni nominate in precedenza ne comportano una quinta, indispensabile, ossia che si investa tempo e intelligenza nel comunicare socialmente la biblioteca. Socialmente vuol dire raccontare, far vedere quanto valore si produce, vuol dire dialogare con il proprio pubblico e non solo informare; vuol dire usare intelligentemente i canali del Web e i social network non come vetrina di un negozio ma come luogo in cui condividere impegni e storie, coinvolgendo gli interlocutori nella vita e nelle scelte della biblioteca. E soprattutto farlo dando massima visibilità al fattore umano, fatto di bibliotecari e volontari della biblioteca, che sono un fortissimo valore distintivo e competitivo delle biblioteche.

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APPROFONDISCI

“Fare fundraising in biblioteca” è un manuale di fundraising per biblioteche scritto da Massimo Coen Cagli. Potrà aiutarti ad intraprendere con efficacia la strada del fundraising. Il manuale intende fornire ai dirigenti e agli operatori delle biblioteche e dei sistemi bibliotecari strumenti teorici, metodologici e pratici per imboccare con successo la strada del fundraising e riscoprire così la passione per una grande causa sociale.