Il 3 novembre scorso si è tenuto dietro invito della direzione dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Roma un incontro con più i 60 operatori delle biblioteche che operano a contatto con il pubblico.

Massimo Coen Cagli, direttore scientifico della Scuola di Roma Fund-Raising.it ha spiegato loro come il front line giochi un ruolo essenziale per la raccolta fondi e in particolare per la diffusione della Bibliocard, il principale strumento di raccolta fondi delle Biblioteche di Roma e uno dei primi ad essere stato promosso in Italia.

L’incontro è stato molto vivace, con molte domande non tanto e non solo di natura tecnica ma soprattutto sul senso della raccolta fondi per le biblioteche: non una semplice funzione tecnica ma una strategia per rispondere all’impoverimento delle biblioteche creando una forte alleanza e cooperazione con la comunità.

Nel dettaglio Coen Cagli ha illustrato le 8 cose che bisogna fare al livello della singola biblioteca per dare vita ad un programma di fundraising (riprendendo il toolkit prodotto dall’American Libraries Association e rivolto proprio ai dirigenti delle biblioteche locali). Il direttore scientifico della Scuola ha inoltre fornito una serie di indicazioni estremamente pratiche su come svolgere al meglio il ruolo di promotori della carta mentre si è a contatto con il pubblico. Si è parlato di come gestire al meglio le relazioni fiduciarie con i frequentatori della biblioteca, affinché il clima di rafforzata fiducia nelle biblioteche favorisca un’adesione e un sostegno concreto.

Ecco in sintesi le indicazioni:

  1. Chiedere. La card non si promuove “da sola” siamo noi che la dobbiamo proporre ai frequentatori sapendo che molti sono già orientati a prenderla.
  2. Parlare degli obiettivi concreti della propria biblioteca che i soldi ricevuti aiuteranno a raggiungere (a Roma i proventi della Bibliocard vanno a sostenere progetti specifici delle singole biblioteche).
  3. Mettere in evidenza i benefici e i vantaggi che la carta prevede per i possessori (che a Roma sono molto significativi!).
  4. Far capire che la sottoscrizione della carta è un modo per donare e non è un’operazione commerciale. Insomma: far capire che così si diventa un sostenitore della biblioteca.
  5. Non rimandare il versamento dei soldi a dopo. Il contatto con il front line, se fatto bene, crea passione e adesione e quindi orientamento ad agire: la donazione deve essere effettuata proprio in quel momento.
  6. Conoscere meglio il donatore. Acquisire informazioni su di lui, sui suoi interessi e le sue attese verso la biblioteca. Noi non solo chiediamo ma soprattutto ascoltiamo.
  7. In biblioteca fare sempre rifeirmento alla campagna istituzionale per far capire che è una cosa in grande che coinvolge tutta la città e non una “piccola” raccolta fondi della biblioteca locale (tipo “mercatino di beneficenza”).
  8. Ringraziare in modo esplicito e diretto: perché un amico che sostiene la biblioteca merita questo e altro!
  9. Sapere se il donatore è disposto ad attivarsi per trovare nuovi donatori: molti sostenitori vogliono essere anche degli attivisti, a patto che glielo proponiamo.
  10. Coinvolgere il sostenitore nella comunicazione sui social networks. Basta una foto sua con la tessera e un cartello che dice: “Anche io sostengo la mia biblioteca e ne sono fiero”. La foto si può pubblicare sui canali delle reti sociali del sostenitore e della biblioteca.
  11. Fare una lista dei propri amici e chiedergli di aderire. Il bibliotecario è il primo e il più importante testimone dell’importanza di sostenere la biblioteca.
Siete interessati ad organizzare un incontro di addestramento con gli operatori delle biblioteche per coinvolgerli nella raccolta fondi? Chiamateci: organizzeremo una giornata di formazione molto divertente e stimolante. Per ogni dettaglio rivolgetevi a Barbara Bagli telefonando al numero 06-6570057.